PARI OPPORTUNITÀ NON SIGNIFICA OPPORTUNISMO PARITARIO
2 Commenti Pubblicato da FIcommander Aprile 6th, 2009 in ARCHIVIO.E’ molto difficile comprendere secondo quale ratio si debba cercare una giustificazione al mal costume che vede gli impiegati ma soprattutto le impiegate della pubblica amministrazione recarsi nelle ore di lavoro a fare la spesa. Un mal costume che tutti conosciamo, tanto che in alcuni comuni a colpi di circolare si sta tentando di disincentivare l’abitudine oramai invalsa di entrare ed uscire dalle sedi di lavoro recando seco borse della spesa et similia. Trovare una giustificazione anche velata, evocando la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è alquanto inopportuno, diseducativo e nocivo per il vero raggiungimento delle pari opportunità. Inopportuno perché non si può giustificare un comportamento scorretto in base ad un fattore di genere, posto in questi termini la giustificazione è di per sé offensiva e discriminante. Diseducativo perché seguendo lo stereotipo della donna italiana casalinga si continua ad addossare sulle donne la cura della casa e della famiglia: in una famiglia moderna i compiti sono divisi e affidati tra i coniugi a seconda dei tempi e delle necessità dettate anche dagli orari di lavoro, escludere a priori la responsabilità dei lavori domestici anche per gli uomini è diseducativo ed irresponsabile, non si raggiungeranno mai le pari opportunità se addirittura si ammette che la donna abbandoni il lavoro per occuparsi della casa. Nocivo perché in base alla deresponsabilizzazione della donna in quanto deputata alla cura domestica se ne sminuisce la professionalità giustificando implicitamente anche l’opportunità di una minor retribuzione. E’ da considerare inoltre che gli orari dei dipendenti pubblici sono più elastici se non addirittura ridotti rispetto a coloro che lavorano in fabbrica o presso ditte private. Spesso i dipendenti pubblici non lavorano il sabato, spesso fanno mezza giornata con al massimo due rientri, oppure lavorano solo la mattina e godono appieno di tutti i diritti legati ai congedi parentali.
Disoccupazione straniera: stop ai flussi migratori o stop alla Bossi-Fini ?
25 Commenti Pubblicato da FIcommander Novembre 19th, 2008 in ARCHIVIO.Eppure dai due fronti emergono posizioni diverse.
Al Ministro Maroni fanno da contraltare il Sottosegretario Giovanardi e il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Giovanardi ricorda che senza gli immigrati un milione di anziani resterebbero senza assistenza domiciliare e aggiunge che senza gli immigrati si aprirebbe uno scenario inquietante sul nostro sistema pensionistico. Mentre Gianfranco Fini invoca una nuova legge sulla cittadinanza, e lamenta che lo stop ai flussi alimenterebbe il lavoro nero. La CGIL di Treviso a sua volta conferma che la cassa integrazione aumenta in tutto il Veneto, (quadruplicata da giugno a settembre), e si dice d’accordo al controllo dello stop dei flussi in fase di recessione economica. Il PD, manco a dirlo, prende una inamovibile posizione contro il blocco dei flussi perché a suo dire mette in ginocchio interi settori dell’economia italiana e colpisce le tante famiglie che necessitano di collaboratrici domestiche. Mentre il Governo appronta il decreto flussi 2008 che prevede l’ingresso per 170.000 immigrati, 100.000 dei quali riservato alle collaboratrici domestiche (colf e badanti), in Francia la Commissione istituita dal Governo nel gennaio scorso proprio per riflettere sul “quadro istituzionale della nuova politica dell’immigrazione”, conclude i propri lavori confermando che una politica dell’immigrazione per ‘quote’ è “inefficace”, “irrealizzabile o senza interesse”, mettendo quindi in discussione il sistema dei flussi nel suo complesso a livello europeo. Applicando il buon senso … possiamo dire che se un extracomunitario perde il lavoro non è certamente logico rispedirlo al suo Paese per poi aprire le frontiere e farne arrivare altri che, magari, non troveranno neppure lavoro. Proporre il congelamento della Bossi-Fini ci pare francamente pretestuoso e provocatorio, oltre che essere un attentato alla sicurezza. Non dimentichiamo le dichiarazioni di Manganelli, capo della polizia italiana, “l’immigrazione clandestina oggi costituisce il vero problema legato alla criminalità. E il problema non è tanto l’ingresso clandestino degli immigrati ma la permanenza di chi entra regolarmente in Italia e poi finisce per ingrossare le fila della criminalità”, pertanto non ha senso congelare un legge che displina l’immigrazione e la permanenza degli stranieri sul nosto territorio.
Applicando il buon senso … possiamo dire che se un extracomunitario perde il lavoro non è certamente logico rispedirlo al suo Paese per poi aprire le frontiere e farne arrivare altri che, magari, non troveranno neppure lavoro.
Proporre il congelamento della Bossi-Fini ci pare francamente pretestuoso e provocatorio, oltre che essere un attentato alla sicurezza. Non dimentichiamo le dichiarazioni di Manganelli, capo della polizia italiana, “l’immigrazione clandestina oggi costituisce il vero problema legato alla criminalità. E’ problema non è tanto l’ingresso clandestino degli immigrati ma la permanenza di chi entra regolarmente in Italia e poi finisce per ingrossare le fila della criminalità”, pertanto non ha senso congelare un legge che displina l’immigrazione e la permanenza degli stranieri sul nosto territorio.
strumentale la contestazione degli studenti universitari contro la possibilità di trasformazione delle Università in Fondazioni
0 Commenti Pubblicato da FIcommander Novembre 3rd, 2008 in ARCHIVIO.E’ sconcertante la strumentalizzazione che si vuol fare della riforma Gelmini e della possibilità data alle Università di diventare fondazioni.
Il maggior sconcerto lo provoca proprio la mobilitazione all’interno delle Università. La possibilità, che non corrisponde alla necessità, di diventare Fondazioni ha come obiettivo quello di garantire un’autonomia gestionale, organizzativa e contabile piuttosto ampia consentendo anche, come si legge proprio all’art 16 del decreto legge in questione, possibilità di deroga, previa adozione di un regolamento di Ateneo, rispetto alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato in materia di amministrazione, finanza e contabilità. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca si riserva un ruolo di vigilanza sulle fondazioni stesse. E’ necessario segnalare come le radici di tali norme affondino nelle leggi di riforma amministrativa della metà degli anni ‘90. Già con la legge 59 del 1997 si consentiva l’attribuzione a soggetti terzi, anche di natura privata, di funzioni e compiti che non richiedono l’esercizio esclusivo da parte della pubblica amministrazione. Secondo una linea di pensiero la minimale regolamentazione dedicata alle Fondazioni consentono di perseguire l’essenziale funzione di fund rising ed operano a stregua di strumenti di intermediazione tra donatori e organizzazioni sociali. Per quanto riguarda le fondazioni universitarie una discussione scevra da argomenti politici deve rifarsi all’art. 59, comma 3, della legge 388 del 2000. Qui, infatti, dopo avere richiamato nel comma 2 la possibilità di aggregazione tra università di diverse regioni in funzione di una migliore organizzazione dei servizi di acquisto, il legislatore ha introdotto le fondazioni universitarie nel corpo del comma terzo, all’epoca approvato da un ampio e trasversale schieramento politico, come strumento finalizzato non solo, e neppure tanto, alla riduzione della spesa, ma piuttosto allo svolgimento più efficiente di attività strumentali e di supporto alla didattica e/o alla ricerca. E’ utile evidenziare come all’Università IUAV di Venezia dallo scorso anno è attiva nuova articolazione dell’ateneo, la Fondazione universitaria Iuav. Nello stesso sito dell’Università, retta dal Magnifico Rettore Pier Francesco Ghetti, che ricordiamo essere stato inserito dai DS nel comitato promotore del PD, leggiamo: “Le Fondazioni universitarie, così come istituite dall’art. 59, c. 3 della legge 388/2000 (legge finanziaria 2001) e regolate dal dpr 254/2001, sono un istituto recente del nostro ordinamento e tuttora realizzate da poche università (esistenti circa una decina, operanti solo alcune Iulm e Politecnico di Milano, L’Aquila, Salerno, Modena). La disciplina speciale adottata prevede che le università possano costituire fondazioni di diritto privato, senza scopo di lucro, con la partecipazione anche di altri soggetti pubblici e privati, per il raggiungimento di due finalità precise:
a) acquisire beni e servizi alle migliori condizioni del mercato
b) svolgere attività strumentali e di supporto alla didattica e alla ricerca, dove l’enfasi è posta sul carattere della strumentalità «rispetto alle funzioni istituzionali che rimangono comunque riservate alle Università».
Riteniamo quindi che la protesta non tenga conto delle possibilità del nuovo strumento e non colga la sfida lanciata proprio a coloro che devono gestire le Università. Queste misure richiedono di dare dimostrazione di capacità gestionali, manageriali e di reale collegamento con il territorio, un ruolo nuovo che dovrebbe gratificare i Rettori non più relegati solo allo scomodo ruolo di gestori di baronie.
OBAMA - MCCAIN LA SFIDA E’ APERTA E SERRATA. CHE VINCA IL MIGLIORE!
21 Commenti Pubblicato da FIcommander Settembre 4th, 2008 in ARCHIVIO.
La campagna elettorale per le elezione presidenziali negli Stati Uniti, tra l’elefantino Republican e l’asinello Democrat, è serrata ed avvincente e non si riduce, come invece qualche media italiano induce a credere, ad una corsa solitaria del candidato democratico.
I candidati Obama e McCain se la stanno giocando fino in fondo ed in questa coda d’estate si sta svolgendo una delle fasi più calde della lunga campagna per le presidenziali con le due convention di investitura ufficiale dei candidati, e i loro Vice.
A detta dei sondaggi il pronostico è sul filo di lana con ribaltamenti di fronte - too close to call - . Il New York Times attribuisce 189 grandi elettori a McCain e 183 ad Obama, per vincere si deve raggiungere quota 270, con 166 grandi elettori ancora incerti su un totale di 538.
Per conquistare gli Stati ancora incerti i due se le suonano a colpi di spadone come fossero due Higlanders. Negli spot elettorali McCain accusa Obama di essere una super star più che un politico, dall’altra Obama non attacca direttamente McCain ma evoca lo spettro di George W. Bush e ricorda come McCain approvi al 90% la politica del Presidente uscente.
Il discorso di Barack Obama alla convention dei democratici del 28/08/2008, data quasi perfetta per sostenere e marchiare nelle menti lo slogan “eight is enough - 8 (anni) sono abbastanza” contro il Presidente Bush e i Repubblicani, è un polpettone infarcito di nazionalismo e sogno americano, salamelecchi alla famiglia Cliton, che in verità poco entusiasmano il pubblico democrat e attestazioni di affetto alla - proud - orgogliosa - moglie Michelle. Chi guarderà il video del discorso di Obama sul sito ufficiale del candidato leggerà un accorato richiamo che recita: il video continuerà a funzionare mentre si sta processando la Vostra donazione. Eppure il Ticket con Biden – Black e White – come gli Orego i biscotti più amati d’America – che si mangiano rigorosamente separandoli in due per leccare prima la crema bianca e poi divorare il biscotto nero - è convincente, il sogno di quarant’anni di storia che il grande John Lennon descrisse con Imagine: “Imagine…..A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world… You may say I’m a dreamer But I’m not the only one I hope someday you’ll join us And the world will live as one…”.
Sempre sul sito di Obama campeggia uno slogan veramente nazional popolare e stucchevole: “I’m asking you to believe not just in my ability to bring about real change in Washington …….I’m asking you to believe in yours…” – ” Vi chiedo di credere non solo alla mia abilità di portare un reale cambiamento a Washington …….Vi chiedo di credere alla Vostra” e i cartelli CHANGE – cambiamento – sventolano all’impazzata.
Barack, spogliato dei tanti arnesi del mestiere, è però veramente forte e prende il pubblico toccando le corde della questione sociale in una America che oggi sembra una Cadillac con le cromature un po’ sfregate; la sua forza, la sua abilità, l’ha dimostrata già quattro anni fa quando sorridente era uno dei pochi senatori democratici a non essere caduto sotto la falce di George W. Bush e ad aver stravinto il proprio Stato, l’Illinois. I commentatori televisivi che si occupavano di politica all’epoca se ne accorsero che quel tizio aveva carisma da vendere ed era forte, comunicativo, colto, convincente e convinto molto più dell’algido Signor Heinz Ketchup Kerry rigorosamente bostonian e degno rappresentante dei WASP, ma allora come ora risuona la stessa domanda: gli States sono pronti per il primo Presidente AfroAmericano? Ed ancora la popolazione AfroAmericana, da tempo maggioritaria nel paese, è pronta a dare il proprio contributo alla democrazia visto che molti ancora non votano, tanto che il candidato democratico sul suo sito invita a verificare l’iscrizione nelle liste elettorali per partecipare al voto?
Pensare che la battaglia per le elezioni presidenziali americane susciti grande interesse solo perché uno dei due concorrenti è AfroAmericano è profondamente sbagliato, la battaglia è tirata perchè anche McCain, anche se in Italia è abbastanza trascurato dai media, è un personaggio, che ha saputo circondarsi di altrettanti personaggi, vedi la Signora Palin governatrice dell’Alaska.
In un blog si legge che se si ha bisogno di maggiori prove che questa campagna elettorale per le presidenziali è più una sfida tra celebrità piuttosto che una sfida tra due proposte politiche basta visionare la rivista OK! Il settimanale infatti per la prima volta ha deciso di dedicare una doppia copertina a Barack Obama e famiglia e alla Signora Sarah Palin che tiene in braccio l’ultimo dei cinque figli di cinque mesi Trig. Il direttore del settimanale OK! spiega: - Politics and the future of America are certainly on everyone’s minds. So OK! decided to try something different this week, giving readers two covers and two interesting features on candidates from both parties. It’s a special edition, something we’ve never done before, and we hope they enjoy,” says Sarah Ivens, OK!’s editor-in-chief – La politica ed il futuro dell’America sono sicuramente nei pensieri di ognuno di no. Così OK! Ha deciso di provare qualcosa di diverso questa settimana, proponendo ai lettori due copertine e due pezzi forti sui candidati di entrambi i partiti. E’ una edizione speciale , qualcosa che non abbiamo mai fatto prima, e speriamo che sia gradito ai lettori.-
Chi quattro anni fa ha creduto alla corsa di Obama oggi anche se un po’ distratto dai tanti sondaggi che danno i candidati sostanzialmente alla pari, consiglia di stare attenti alla America profonda, quella ad esempio dello Stato dell’Ohio che potrebbe, ancora una volta, giocare un brutto scherzo ai Democrats. L’America profonda, quell’America lontana dai trendy new yorkers e dai posh bostonians, potrebbe essere veramente sensibile al messaggio asciutto di McCain, che invoca riforme, prosperità, pace e con decisione afferma che con la sua elezione inizierà l’era della risoluzione dei problemi. Un McCain che non dimentica di porre l’accento sul rilancio del lavoro, ma lo fa senza paternalismi o casi pietosi, un messaggio dignitoso che ti prende per la sua disarmante semplicità così come lo slogan sul suo sito “The ticket for America” – i candidati per l’America – accanto alla sua foto, contraddistinta dal solito duck smile, quella dell’intrigante Signora Sarah Palin che obiettivamente buca lo schermo e lo buca ancora di più da quando è alle prese con il presunto scandalo della figlia Bristol diciassettenne incinta ed in procinto di impegnarsi in un matrimonio riparatore. Lo scandaletto di Bristol Palin è l’ennesimo segno di una America che sta mutando e che deve fare i conti con una gioventù stufa e pronta ad abbandonare il peggior consumismo e rampantismo, pur se con qualche forte contraddizione, vedi le diciassette adolescenti di un liceo di Gloucester - Massachusetts, - a pochi minuti da Salem cittadina sconvolta dall’isteria puritana nel 1692, dove si consumarono efferati processi alle cosiddette “streghe” -, che hanno scelto di rimanere volontariamente incinta, senza asolutamente voler svelare il nome del padre dei propri figli, assurgendo la maternità a sfida ed affermazione di loro stesse.
McCain è un duro, un eroe di guerra e non ha bisogno di tutti quei sogni e quelle citazioni retoriche della star Barack Obama, gli bastano due parole per esprimere quella filosofia che lo ha contraddistinto in tutta la sua vita e la sua storia “Il paese prima di tutto”.
Sarà una bella sfida, che sta dimostrando come la vecchia America sia terreno fertile per il cambiamento, pronta a mettersi in gioco e non più disposta a farsi abbindolare solo da uomini pallidi, con sorrisi smaglianti, fantastici per la pubblicità di uno scotch invecchiato, che si propogono alla guida dell’amato paese.
Visto che Obama ci piace, e quattro anni fa avevamo preannunciato la sua discesa in campo per le presidenziali contro ogni pronostico, e Mccain è una vecchia roccia eroica non ci resta che augurare: vinca il migliore!
Intercettazioni si intercettazioni no
23 Commenti Pubblicato da FIcommander Giugno 10th, 2008 in ARCHIVIO.Dalle intercettazioni eseguite in Italia si potrebbe desumere che siamo un popolo di delinquenti o presunti tali. Un rapporto Eurispes ha calcolato che in dieci anni 30 milioni di italiani sono stati intercettati; poi le loro conversazioni non sono state ritenute utili oppure non si è fatto in tempo a trascriverle. Sempre L’Eurispes nel 2005 calcolava che tre italiani su quattro fossero in qualche modo sotto controllo, o attraverso il telefono o con la schedatura delle e-mail e degli SMS, o con la semplice sorveglianza “passiva”. Oltre che sulla privacy dei cittadini le intercettazioni hanno ovviamente un costo: 224,3 milioni di euro nel 2007, il 33% delle spese per la Giustizia, un balzo del dieci per cento rispetto al 2006. Negli Stati Uniti – nonostante Echelon, la Cia, la National Security Agency – il budget totale a disposizione del Fbi non raggiunge i 5 milioni di dollari: appena poco più di quanto speso dal distretto giudiziario di Lecce.
Nel 2007 in Italia sono state intercettate 124.845 persone: 112.623 attraverso il telefono, 10.493 con microfoni ambientali, 1.729 con altri strumenti di spionaggio. Negli Stati Uniti si effettuano ogni anno 1.705 intercettazioni, più o meno quante nei soli distretti giudiziari di Firenze o Catanzaro. In Francia vengono intercettate 20.000 persone, in Inghilterra 5.340.
Accanto alle intercettazioni è nato il business delle trascrizioni e delle ricerche incrociate delle telefonate. Società costituite ad hoc per partecipare ad appalti assegnati con poteri discrezionali dalle procure, poliziotti che hanno preferito mettersi in aspettativa per partecipare al grande giro. Il 90% delle trascrizioni infatti vengono affidate dai magistrati all’esterno, in base a scelte fatte, su richiesta del pm titolare dell’inchiesta, insindacabilmente dai procuratori capi.
PARTIAMO DALL’EMILIA-ROMAGNA CON I GAZEBO DELLA SICUREZZA
389 Commenti Pubblicato da FIcommander Aprile 29th, 2008 in ARCHIVIO.I problemi legati alla sicurezza hanno dato la spinta propulsiva ai cambiamenti subiti dalla politica in questi giorni. Un problema sottovalutato dalla sinistra, che li ha visti soccombere e perdere le loro roccaforti, un problema affrontato dalla Lega Nord con piglio deciso e proposte di ronde di cittadini armati di cellulare. Noi riteniamo di dover dare il nostro contributo con l’approccio e la sensibilità e la mobilitazione politica che ci distingue. Proponiamo quindi di impegnarci nelle nostre città, nelle zone più sensibili di queste, con dei gazebo tematici notturni, dove regalare fischietti per segnalare il pericolo, tenere illuminate zone buie relegate allo spaccio di droga. Un metodo diverso per sostenere l’operato delle forze dell’ordine, non abbandonare i cittadini che vivono in queste zone cittadine ormai in possesso della criminalità. Il progetto nasce dal Coordinatore comunale DI Forza Italia di Faenza (RA) Ing. Andrea Archi che ha intenzione di coinvolgere, oltre ai militanti del Popolo della Libertà, anche i commercianti del centro storico pregandoli di tenere illuminate le vetrine nelle due serate dedicate ai gazebo della sicurezza.
Sinistra confusa e allo sbando dopo la batosta elettorale: Un motivo in più per non votare Rutelli Sindaco di Roma.
39 Commenti Pubblicato da FIcommander Aprile 23rd, 2008 in ARCHIVIO.Per garantire più sicurezza nelle nostre città la Lega Nord ha da tempo proposto di istituire delle ronde volontarie “armate” di cellulare. Idea subito bollata dalla sinistra come rozza e provocatrice, reazionaria e pericolosa, Rutelli invece ne ha pensata una molto più “radical chic” ed intelligente: mettere un braccialetto antistupro alle donne. Geniale con la stessa genialità si potrebbe pensare di inibire le funzioni riproduttive di tutti gli uomini con un dispositivo in sede, magari un chip, disattivabile solo dalla moglie, dalla fidanzata o dalla mamma. Sarebbe un metodo anche molto equo considerando che gli stupri nella maggior parte dei casi sono portati dagli uomini nei confronti delle donne e dei bambini.
Ci sembra che il buon Rutelli sia confuso forse la batosta elettorale presa dal PD alle elezioni politiche gli ha dato alla testa oppure il duello con Alemanno si è rivelato più impervio del previsto e lo sta logorando o ancora, non ha assolutamente idea dei problemi della sua città e come risolverli, d’altronde era il Vicepremier di Prodi.
Al Francesco de’ Roma, dopo le idiozie sul braccialetto antistupro arrivano i soccorsi internazionali del capogruppo al Parlamento Europeo dei Liberaldemocratici Graham Watson che ha spiegato come conosce Rutelli da dieci anni: “cinque dei quali trascorsi lavorando in stretto contatto al Parlamento Europeo……” e come l’elezione di Francesco Rutelli: “riporterebbe in Campidoglio un Sindaco esperto, con importanti collegamenti internazionali e con il quale Roma ha già dimostrato, come in occasione del Giubileo del 2000, di essere all’altezza di ospitare appuntamenti di livello di mondiale.”
Interessante, chissà se le turiste straniere saranno ancora interessate a recarsi a Roma dopo aver appreso che non sono padrone di circolare liberamente nella città eterna senza il braccialetto antistupro, se non a rischio della propria incolumità, sarà Watson a spiegare alle signore di tutto il mondo che il suo amico Rutelli ha come nuovo segno di civiltà e libertà pensato di fargli indossare un “gps” per la sicurezza di modo che la loro libertà e la loro privacy sarà sempre sotto controllo, veramente un’ottima idea Rutelli potrebbe condurre, al posto di Alessia Marcuzzi, il nuovo gf (grande fratello) - sicurezza de’ Roma.
OBIETTIVO: ZERO WASTE - RIFIUTI ZERO. Tutti i materiali dovranno essere riciclabili al 100%
11 Commenti Pubblicato da FIcommander Febbraio 5th, 2008 in ARCHIVIO.La questione dello smaltimento di rifiuti è una delle sfide più complesse della nostra epoca. Partiti dalle discariche, passati per gli inceneritori, oggi, in alcune città come ad esempio San Francisco negli USA, si è approdati all’esperienza “zero waste - rifiuti zero”. Lo “zero waste” è un traguardo ambizioso, una politica ambientale basata sul convincimento che lo smaltimento dei rifiuti non è un problema tecnologico ma un problema di progettazione industriale, infatti secondo il Prof. Barry Commoner, biologo, professore alla City University of New York, uno dei padri fondatori del movimento ecologista moderno, primo a lanciare l’idea dello zero waste, se un prodotto non ha altri impieghi oltre a quello iniziale, allora non dove essere realizzato, in sintesi se non può essere ridotto, riusato, riparato, ricostruito, riattato, rivenduto, riciclato o biodegradato, allora dovrà essere ristretto, ridisegnato o rimosso dalla produzione. Questa filosofia è stata già sposata da grandi colossi economici come la catena di distribuzione americana Wall Mart, Hewlett Packard, l’Apple, la Xerox Corp. Nel caso della Wall Mart l’aver sposato lo zero waste philosophy le garantirà un risparmio pari a 500 milioni di dollari l’anno. In Canada ad esempio l’industria della birra usa contenitori di vetro riutilizzabili da50 anni, con un recupero del 98% ed usa gli stessi contenitori almeno 18 volte, risparmiandosi un costo industriale, per il recupero e la pulizia dei contenitori impiega ha 2000 addetti. Una tale concezione dei rifuti è assolutamente in antitesi con l’utilizzo delle discariche e degli inceneritori. San Francisco come tante altre città ha sposato questa nuova concezione ambientale di trattamento dei rifiuti e per arrivare all’obittivo di zero rifiuti entro il 2020 si è anche dotata di un sistema moderno sistema di trattamento dei rifiuti: il TMB (Trattamento meccanico biologico). Oggi a San Francisco i cittadini sono chiamati a suddividere solo l’umido dall’altra spazzatura. Con il TMB si produce biogas e compost. Il sistema prevede una prima azione di diversificazione che separa il materiale inorganico (plastica, vetro, allumnio) da quello organico. Dopo vi è un secondo trattamento che separa ulteriormente i rifiuti organici in solidi e liquidi: i solidi vanno a formare il compost, humus fertile, da utilizzare per ricoprire le discariche, favorendo la riduzione dei gas serra che si formano naturalmente nelle discariche; la parte liquida viene inserita in digestori anaerobici per la produzione di Biogas. Con questo sistema in Germania vengono smaltite circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti in un anno pari al 23% mentre il 27% dei rifiuti viene smaltito negli inceneritori.
COSTITUZIONALMENTE SBALLATI E DECRETI AD WALTER
30 Commenti Pubblicato da FIcommander Febbraio 4th, 2008 in ARCHIVIO.L’agenda politica di questi giorni è incentrata sul mandato esplorativo conferito al Presidente del Senato Marini per la formazione di un governo di larghe intese.
Marini accompagnato dal fido Bianco, il famoso estensore di una bozza di riforma della legge elettorale, che non piace più a nessuno, incontra proprio tutti e memore delle sue esperienze sindacali incontra anche le parti sociali.
Il mandato esplorativo di per sé ha un solo precedente nella storia repubblicana del nostro paese, ma incontrare anche le parti sociali, durante un mandato per la formazione di un governo, non si era mai visto; ancor più strabiliante è che le parti sociali rivolgendosi a colui che dovrebbe dar vita ad un nuovo governo, per bocca del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, non chiedano un governo che tuteli i cittadini più deboli o che si occupi immediatamente della questione salariale ma chiedano una nuova legge elettorale per garantire stabilità. Quindi anche le parti sociali fanno politica nel centro sinistra oppure fanno lobby, perché se si sciolgono le camere e si va a votare il decreto mille proroghe, che contiene anche la rottamazione per le automobili, salta. Si vorrebbe con questa mossa far apparire che i cittadini, tramite alcune categorie che li rappresentano, c’era anche il pres. Nazionale di Legacoop, sentano la necessità di una nuova la legge elettorale e non vogliano andare a nuove elezioni. Un tentativo patetico e surreale e soprattutto costituzionalmente azzardato.
Le consultazioni di Marini altro non sono che l’inizio della campagna elettorale di ciò che rimane del centro sinistra per far dimenticare agli italiani i venti mesi del governo Prodi, “occupando”, con l’assenso del Capo dello Stato, le istituzioni. Il primo punto della campagna elettorale, che proprio l’occupazione delle istituzioni legittima, è la delegittimazione, sai che novità, delle forze del centro destra, facendole passare come irresponsabili, confuse, perché vogliono andare al voto invece di invischiarsi in un “governicchio” che riformi la legge elettorale.
Tra gli impegni dell’agenda di ciò che rimane del governo Prodi, dimissionario, che dovrebbe occuparsi soltanto dell’ordinaria amministrazione, c’è anche un decreto - i decreti sono atti adottati dal governo incasi straordinari, di necessità ed urgenza - AD WALTER: un decreto che permetta ai Sindaci, a Walter Veltroni, di candidarsi alle elezioni politiche; fino ad oggi i sindaci dovevano aspettare sei mesi dalla cessazione dell’incarico.
Uno scenario politico costituzionalmente inqiuetante che vede la sinistra disperata far scempio della nostra carta costituzionale proprio nel sessantesimo anniversario della sua promulgazione.

